È stato inaugurato ieri pomeriggio, in via Mazzini a Reggio Emilia, il secondo dei due nuovi appartamenti smart riqualificati dal Comune di Reggio Emilia per favorire l’autonomia abitativa delle persone con disabilità, con l’obiettivo di offrire a coloro che lo abiteranno l’opportunità di realizzare il proprio progetto di vita, accompagnandole nel raggiungimento delle autonomie fondamentali in un contesto abitativo diverso da quello familiare.
L’alloggio, di proprietà di Asp REGGIO EMILIA Città delle persone, accoglie 4 persone tra i 20 e i 40 anni individuate dai servizi socio-sanitari del territorio, coinvolgendole in un percorso strutturato attraverso attività e progetti individualizzati.
La riqualificazione ha visto un investimento complessivo è di 410 mila euro, di cui 360 mila di fondi Pnrr nell’ambito della missione dedicata all’inclusione sociale e 50 mila di cofinanziamento da parte del Comune: l’investimento ha previsto anche la riqualificazione di un altro appartamento in via Brigata Reggio, al cui interno sono stati accolte 11 persone, e l’avvio di una co-progettazione per sviluppare processi di supporto all’abitare e all’occupabilità.
“C’è una bellezza profonda nel vedere un diritto che prende forma, e diventa realtà. L’apertura di questo appartamento in via Mazzini é la risposta a una domanda che tante famiglie portano nel cuore e che ci fa fare un passo in avanti per trasformare il futuro in una speranza di serenità e autonomia – dice l’assessora alla Cura delle persone Annalisa Rabitti – Con il progetto Reggio Emilia Città Senza Barriere lavoriamo per un’idea di città dove la disabilità non sia un limite, ma una parte della nostra ricchezza comune. Perché il diritto a una vita autonoma non riguarda solo i servizi, ma riguarda la dignità, i sogni e la possibilità per ognuno di scegliere come abitare il proprio futuro”.
“Abbiamo voluto che questo spazio fosse un luogo bello e accogliente, in linea con il lavoro che stiamo portando avanti con il progetto ‘Scandalosamente Bello’ – ribadisce l’assessora Rabitti – con l’obiettivo di ridare valore al lavoro socio-educativo anche attraverso la cura e la bellezza degli spazi. Siamo partiti con la riqualificazione di Via Turri 27, e questo appartamento rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso che sta contribuendo a propagare in città un modello nuovo di progettazione dei luoghi per chi è più debole e più fragile”.
“Il diritto all’autonomia è riconosciuto dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità come un principio fondamentale per il benessere e la dignità umana – – dice il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici e Pnrr Lanfranco De Franco – L’apertura di questo appartamento, che segue di pochi mesi quello di via Brigata Reggio, rappresenta un ulteriore passo avanti nel concretizzare questo diritto, permettendo alle persone che ospiterà di costruirsi un futuro indipendente dalle famiglie. Si tratta di un intervento che si realizza grazie ai Fondi Pnrr e che rappresenta non solo una valorizzazione del patrimonio di edilizia pubblica ma soprattutto una preziosa opportunità di crescita per le persone che ne beneficeranno”.
All’inaugurazione erano presenti anche Alessandra Medici, presidente di ASP Reggio Emilia – Città delle Persone, la direttrice Nadia Manni e la dirigente dell’Area Patrimonio, Alessandra Sazzi; Valerio Maramotti della Cooperativa L’Ovile e gli operatori del progetto Strade; le persone che abiteranno nell’appartamento insieme ai familiari, referenti di Fcr e Ausl.
Gli interventi – L’appartamento – concesso in comodato d’uso gratuito da Asp al Comune – si trova al sesto piano e ha una dimensione di circa 178 metri quadrati, con quattro camere da letto, di cui due doppie e due singole. Un primo livello degli interventi ha visto l’adeguamento dell’impiantistica idro-termo-sanitaria, la realizzazione di un nuovo servizio igienico con doccia filo pavimento e la sistemazione di quello esistente, con la sostituzione dei sanitari. Sono inoltre stati sostituiti i serramenti e la porta di ingresso, e rifatto il pavimento.
Grazie ai lavori, l’abitazione è stata dotata di arredi smart e servizi domotici in grado di semplificare la vita quotidiana, garantendo la piena accessibilità e fruibilità degli spazi. Sono quindi stati installate soluzioni in grado di permettere agli ospiti di controllare gli ambienti e garantire la massima autonomia funzionale, tra cui sistemi di apertura elettronici di varchi e finestre, un sistema di gestione degli interruttori e apparecchi di comunicazione per garantire la completa fruibilità per un’utenza allargata.
Si è inoltre intervenuti anche sugli spazi comuni eliminando alcune barriere architettoniche presenti nelle aree condominiali comune, automatizzando il portone di ingresso e adeguando il servoscala con soluzioni utilizzabili da un’utenza allargata. Sono inoltre stati riqualificati gli impianti di climatizzazione estiva di entrambe le abitazioni in un’ottica di sostenibilità e contenimento dei costi, e sono stati adeguati gli impianti prevedendo il controllo da remoto di luci, serramenti e prese principali.
Nel caso di via Mazzini, il progetto ha visto anche la riqualificazione di un ulteriore spazio comune situato a piano terra con affaccio su via Franchetti dove si potranno sperimentare e apprendere conoscenze finalizzate all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale. All’interno del locale, già completamente accessibile grazie a una rampa esterna di lieve pendenza, sono stati riqualificati i servizi igienici e sono state predisposte fino a un massimo di 10 postazioni di lavoro singole: è stata inoltre creata una sala riunioni.
Tutti gli interventi sono stati pensati e realizzati secondi criteri di accessibilità e funzionalità individuati dal Criba – Centro di Ricerca e Informazione sul Benessere Ambientale.
La coprogettazione sociale – L’appartamento di via Mazzini è collocato in pieno centro storico, in prossimità dei principali luoghi della cultura, in un contesto ben servito dai mezzi pubblici e ricco di relazioni sociali, vicino a diversi istituti scolastici e diversi esercizi commerciali. Si tratta dunque di un contesto ideale per la socialità e che permette lo sviluppo di una pluralità di interessi e attività. In quest’ottica, sia l’appartamento che il locale affacciato su via Franchetti hanno l’obiettivo di diventare spazi al cui interno i partecipanti possono sperimentarsi e apprendere conoscenze e competenze relazionali, socializzare e sperimentare acquisizioni finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro, un punto, integrato nel contesto territoriale di riferimento e che in sinergia con gli attori economici presenti, offra al territorio servizi e opportunità.
In quest’ottica, nel 2023 è stato quindi avviato un percorso di co-progettazione propedeutico all’inserimento delle 15 persone con disabilità coinvolte nel progetto (sia per l’appartamento di via Mazzini che per quello di via Brigata Reggio) che, oltre al Servizio Cura delle persone del Comune di Reggio Emilia, ha coinvolto le stesse persone con disabilità, Fcr, la cooperativa L’Ovile, il Consorzio Oscar Romero e il Servizio persone adulte con disabilità del Distretto sanitario, oltre ad altri attori del sistema di riferimento. È stata quindi sperimentata una progettazione innovativa che, oltre all’avvio di processi di supporto all’abitare e all’occupabilità di persone con disabilità, prevedesse anche un accompagnamento alle loro famiglie. L’obiettivo è stato infatti definire progettualità che nel tempo potessero consentire una vita al di fuori dei nuclei famigliari, scongiurando tuttavia l’istituzionalizzazione delle persone con disabilità e favorendo una vita adulta autonoma.
Il progetto di accompagnamento all’autonomia per persone con disabilità si colloca a pieno titolo nel tracciato dei percorsi previsti dalla Legge 112 del 22 giugno 2016 “Disposizioni in materia di assistenza a favore di persone con disabilità grave”, cosiddetta del “Dopo di noi” e dei requisiti fissati dal decreto interministeriale del 23 novembre 2016.


