Si è svolta oggi, giovedì primo ottobre, nella Sala Oriani dell’ex convento di San Francesco a Bagnacavallo, la giornata dedicata alla terza edizione del Bilancio Sociale Unitario delle Asp dell’Emilia-Romagna, promossa da Cispel Emilia-Romagna-Coordinamento Asper e dedicata quest’anno al tema “Persone che curano persone”.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Bagnacavallo Matteo Giacomoni e la mattinata è stata coordinata da Emanuela Giangrandi, amministratrice unica dell’Asp dei Comuni della Bassa Romagna e coordinatrice Asper-Cispel Emilia-Romagna.
Un passaggio centrale è stato poi l’intervento di Isabella Conti, assessora regionale al Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola.
Hanno contribuito al confronto anche Marilena Pillati per Anci Emilia-Romagna, Marco Bertuzzi, presidente di Cispel Emilia-Romagna, Elena Cagliari, direttrice dell’Asp Progetto Persona di Guastalla e coordinatrice del gruppo di lavoro Bsu, Alessandro Strada, direttore dell’Asp Cesena Valle Savio e dell’Asp del Forlivese, e Nadia Manni, direttrice dell’Asp Città delle Persone di Reggio Emilia.

Al centro dell’incontro ci sono stati il lavoro di cura, le professionalità che operano nelle Aziende pubbliche di servizi alla persona e le prospettive di un sistema chiamato a confrontarsi con l’invecchiamento della popolazione, l’aumento della non autosufficienza e bisogni sociali e sociosanitari sempre più complessi.
Nel pomeriggio la giornata è proseguita con il primo Forum dei direttori e delle direttrici delle Asp dell’Emilia-Romagna.
La terza edizione del Bilancio Sociale Unitario restituisce una fotografia complessiva delle 33 Asp e delle due Ipab in fase di trasformazione dell’Emilia-Romagna, con oltre 50mila utenti serviti e più di 13mila unità di offerta.
Nel 2025 il valore della produzione ha superato i 525 milioni di euro, mentre i ricavi da attività hanno superato i 442 milioni di euro.
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Presenza sul territorio: La provincia di Bologna registra il valore della produzione più elevato (171,5 milioni di euro), seguita da Reggio Emilia (86,9 milioni), Parma (58,2 milioni) e Modena (51,5 milioni).
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Ambito di intervento: Le ASP si confermano il fulcro di un welfare integrato che risponde non solo agli anziani (attraverso Case Residenza Anziani, Centri Diurni e assistenza domiciliare), ma anche alle esigenze di minori e famiglie, persone con disabilità e situazioni di inclusione e nuove povertà.
Particolare attenzione è dedicata al capitale umano. Il personale dipendente e somministrato delle Asp conta complessivamente 6.561 persone e il Bilancio ne approfondisce composizione, competenze, condizioni di lavoro, formazione, ricambio generazionale e capacità del sistema di attrarre nuove professionalità.
Dei 6.561 dipendenti diretti del sistema ASP infatti:
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3.482 sono Operatori Socio-Sanitari (OSS), colonna portante dei servizi di assistenza;
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526 sono infermieri/e;
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497 sono educatori ed educatrici;
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274 sono assistenti sociali;
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completano la squadra 202 Responsabili di Attività Assistenziali (RAA), 140 coordinatori/trici, 131 animatori/trici, oltre a terapisti della riabilitazione, psicologi, addetti ai servizi di supporto e personale amministrativo
«Quest’anno abbiamo scelto per il Bilancio Sociale Unitario il titolo “Persone che curano persone” perché mette a fuoco il cuore del lavoro delle Asp: una rete di servizi pubblici che prende forma ogni giorno attraverso professionalità diverse e risposte costruite sui bisogni dei territori – ha sottolineato Emanuela Giangrandi –. Il Bilancio ci consente di leggere insieme i dati delle 33 Asp e delle due Ipab in fase di trasformazione e di restituire una fotografia complessiva di una realtà che, se osservata in modo frammentato, sarebbe molto più difficile da comprendere. Dentro quei dati emerge anche la grande varietà delle Asp: ci sono aziende impegnate nella presa in carico sociale, altre maggiormente nell’assistenza residenziale, altre ancora in una pluralità di servizi costruiti in rapporto ai bisogni dei territori. È proprio questa capacità di dare risposte diverse, restando parte di un sistema pubblico, che rappresenta il valore delle Asp. Non basta conservare l’esistente: dobbiamo accompagnare il cambiamento e costruire un sistema di assistenza, cura e accudimento capace di rispondere ai bisogni dei prossimi anni. Il Bilancio serve anche a questo: rendere visibile ciò che facciamo, conoscerci meglio come sistema e mettere a disposizione delle istituzioni uno strumento di analisi utile per costruire insieme le risposte future».

«Abbiamo bisogno di investire come non mai sul lavoro della cura – ha osservato l’assessora regionale Isabella Conti –. La Regione ha rafforzato in modo importante le risorse per la non autosufficienza e sta lavorando per sostenere i servizi, la domiciliarità e i posti accreditati. Un altro fronte decisivo riguarda le condizioni di chi lavora nella cura: riconoscimento economico, rinnovi contrattuali, formazione e valorizzazione sociale delle professioni sono indispensabili per renderle sempre più attrattive. Abbiamo previsto anche risorse per la formazione degli operatori sociosanitari, perché se diciamo che questo lavoro è fondamentale dobbiamo essere conseguenti. Dobbiamo inoltre passare dall’ottica sanitaria della prestazione, anche nella domiciliarità, a un’ottica della relazione. Le Asp, per la loro vicinanza alle persone e ai bisogni concreti, rappresentano un osservatorio preziosissimo sulle fragilità e sui cambiamenti delle nostre comunità. La Regione continuerà a lavorare insieme a loro, sostenendo il sistema pubblico, investendo sulle professioni della cura e costruendo risposte sempre più adeguate ai nuovi bisogni».
Il prossimo appuntamento con la presentazione del Bilancio Sociale Unitario è previsto nel 2027 a Imola, come anticipato nel corso dei lavori.
Scarica il Bilancio Sociale 2025 e le slide presentate dai relatori.
